La libertà di amare: ieri, oggi e domani

L’omosessualità è un fenomeno naturale, che esiste da sempre e che nel corso della storia è stato considerato talvolta positivamente, talvolta negativamente, a seconda delle consuetudini e delle norme di ogni società.

Di Alessandra Ivaldi / 5.12.2020

Achille e Patroclo

Nel mondo antico la bisessualità era un elemento assolutamente normale. Volgiamo, per esempio, lo sguardo verso la culla della civiltà occidentale, ossia verso l’antica Grecia. L’attitudine dei greci nei confronti della bisessualità si riflette nella loro mitologia. Diverse divinità avevano relazioni omosessuali con i loro amanti mortali. Secondo la leggenda Zeus rapì il fascinoso Ganimede, di cui si era invaghito. Nell’Iliade Achille soffre per la morte del suo amante Patroclo, mentre l’eroe Eracle ama il giovane Iolao.

Passando al mondo reale, non si può dimenticare il battaglione sacro di Tebe, un corpo di guerrieri d’élite composto da coppie di uomini uniti da una relazione amorosa. Ciò avrebbe contribuito allo stabilirsi fra i soldati di una maggiore solidarietà e senso di appartenenza, che rappresentavano uno dei maggiori punti di forza di questo famoso gruppo.

Oscar Wilde

La situazione cambiò con il Medioevo, quando l’omosessualità iniziò ad essere condannata e severamente punita. Tale atteggiamento persistette anche nei secoli successivi. Basti pensare ai numerosi casi di artisti perseguitati per il loro orientamento sessuale, uno fra tutti Oscar Wilde, il quale fu processato e condannato a due anni di lavori forzati per via del suo orientamento sessuale, evento che segnò profondamente i suoi ultimi anni di vita. 

Per secoli quindi l’omosessualità è stata considerata soltanto in due modi: come un crimine, una devianza pericolosa per il resto della società, o come una malattia. Solo nei primi anni ‘50 del secolo scorso una ricerca, condotta negli USA e conosciuta come Rapporto Kinsey, indagò con un questionario anonimo i comportamenti e le fantasie sessuali di un numeroso gruppo di uomini e donne. I risultati del rapporto resero noto che orientamenti di tipo omosessuale erano molto più diffusi nella popolazione adulta americana di quanto si fosse ritenuto fino ad allora.

Tuttavia, ci vollero ancora diversi anni prima che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) eliminasse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, definendola come una “variante naturale del comportamento umano”. Questo fondamentale evento accadde nel 1990 ed è ricordato ogni anno il 17 maggio con la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia.

Oggi abbiamo i mezzi per comprendere come il modo di considerare gli orientamenti sessuali dipendano dal contesto storico e culturale. Nonostante ciò, la strada da percorrere è ancora lunga. Infatti, la libertà di seguire il proprio orientamente sessuale non è riconosciuta e garantita in tutti i paesi del mondo. Anche all’interno del nostro continente, non possiamo non osservare come la comunità LGBTI subisca a volte trattamenti diversi dal resto della società e non veda riconosciuti i propri diritti nello stesso modo in tutti gli Stati dell’Europa. Ma non disperiamo, ci sono anche segnali positivi, come ci dimostra l’esistenza dello European Parliament’s LGBTI Intergroup. Si tratta di un intergruppo, composto da membri del Parlamento Europeo di diversi partiti, il cui scopo è difendere i diritti della comunità LGBTI, monitorare l’attività dei paesi dell’UE e promuovere iniziative in questo ambito. Al momento è composto da 151 membri, il che significa che rappresenta il più numeroso dei 27 intergruppi presenti nel Parlamento Europeo.

Per ulteriori informazioni sull’argomento, vi consiglio la consultazione del seguente sito Internet: https://lgbti-ep.eu/ 

Autrice

Alessandra Ivaldi (Italia)

Lingue: Italiano, inglese, tedesco, francese

L’Europa è… un patrimonio culturale.

Author: alessandra

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